Nel 1990 nasce il Caso Gladio ... dopo 20 anni nasce il Centro Studi Gladio

 
 
Per chi vuole ricordare   una storia cominciata oltre 20 anni fa
 
Dopo la caduta del muro di Berlino...

 
Si accese un confronto serrato tra le forze politiche e nell'opinione pubblica italiana,  dopo la rivelazione dell'esistenza di una struttura riservata preposta, per disposizione del Governo, a fronteggiare le conseguenze di una invasione militare straniera, dopo l'occupazione di parte o tutto il territorio italiano:

IL CASO GLADIO!


L'opinione pubblica si trovò per anni fortemente disorientata ,tra coloro che volevano sostenere che questa organizzazione fosse stata implicata nei gravi fatti eversivi della cosidetta strategia della tensione, e chi sosteneva che fosse una legittima e indispensabile struttura difensiva della Repubblica Italiana, assolutamente estranea a qualsiasi complicità con fenomeni di criminalità politica e al contrario testimonianza di un impegno al servizio della libertà e della democrazia.

Vennero aperte molteplici inchieste giudiziarie, terminate tutte con la completa vittoria dei gladiatori, ma una campagna di disinformazione ed intossicazione continuò per anni, malgrado la vittoria sul piano giudiziario ed ancora continua ai giorni nostri.

Emerge infatti, periodicamente anche oggi ,il tentativo di  ripropone l'ipotesi di un qualche coinvolgimento di questa struttura, addestrata alla difesa dell'indipendenza nazionale, di fronte a ben credibili scenari di possibile invasione, in fatti eversivi  legati alla cosidetta "strategia della tensione".

L'insistenza nel riproporre tesi, gia dichiarate inconsistenti nei processi, in un quadro generale di una rinnovata contestazione delle attività di contrasto, sviluppate dai paesi democratici occidentali, contro l'espansionismo delle dittature dei paesi del socialismo reale, non appare oggi in alcun modo giustificata dal solo confronto storiografico su anni e scenari dell'epoca della "Guerra Fredda".  .

Malgrado i favorevoli esiti di ogni indagine giudiziaria , di ogni analisi sulla vastissima documentazione  emersa relativamente alle  attività di questa "Organizzazione Militare Speciale" conosciuta con il nome di "Gladio", in coerenza con quanto testimoniato e dimostrato da coloro che in questa struttura antinvasione avevano servito, le più disparate e contradittorie ipotesi di accusa vengono ancora opposte per cercare di utilizzarla quale simbolo negativo di una supposta volontà delle forze  politiche filo -occidentali,  di avere  tramato contro le istituzioni e le regole della democrazia in Italia.

Questa ulteriore campagna di disinformazione ed intossicazione della opinione pubblica , nel disinteresse di  chi, per ruolo e responsabilità, dovrebbe controllare che la diffamazione sul ruolo  storico  e sui comportamenti di una legittima organizzazione dello stato, non prevarichi il diritto , che in democrazia garantisce che su tutto si possa discutere e dissentire, ma che punisce chi altera l'oggettiva e verificata verità dei fatti,
sta di fatto dilagando senza contrasto , con una  diffusione crescente in Italia ed in Europa.

Sembra quasi che, di fronte ad una ormai manifesta incapacità dello Stato ad assicurare alla Giustizia i responsabili della stragi, che hanno condizionato  la vita istituzionale e sociale del nostro paese, ci sia una sorta di tacito patto che consenta di  deviare le tensioni  che da questa  impotenza naturalmente derivano, orientando verso  organizzazioni "simbolo", ormai svuotate dei loro reali contenuti,  le frustrazioni  e delusioni ,  le rabbie personali e collettive .

Quasi  " mantra " recitati come  giaculatorie salvifiche ,a riempire il vuoto delle  mancate risposte ad una verità giustamente pretesa e non trovata , che ferisce identità  già sconfitte da una storia   che ha sancito la caduta delle ideologie, in cui nei due secoli precedenti erano stati imprigionati etica e principi primi.

"Mantra"  in cui una spregiudicata e sofisticata regia , mescola cose vere e cose false , in un grumo che sembra inscindibile, offerto come una polpetta avvelenata ad intossicare  chi  sta cercando  anche un solo briciolo di verità .

Filastrocche ,in cui la parola "Gladio" può essere associata  impunemente a qualsiasi altra negativa come "stragi" "mafia" "terrorismo" "attentato"  "  assassinio"  senza alcuna dimostrazione , prova, scenario credibile, in una paranoica sequenza di suoni, da assorbire come una droga , proposta da chi non vuole che la verità emerga dalla nebbia in cui depistaggi , anni sprecati, ed errori  l'hanno occultata.

Il tutto offerto  da rilanciare e diffondere a chi  non è  più capace di scegliere l'indipendenza di giudizio ,il ragionevole dubbio , la verifica delle fonti e delle prove, ma chiede solo di stordirsi e non pensare , consolato dal fatto che altri come lui credono  alle stesse conclusioni, a  cui lui affida parti significative della sua identità  , che illudendosi di essere partecipi di una storia positiva, finiscono per omologare ,come lui ,un falso luogo comune che sostituisce  la conquista, ben più difficile della vera responsabile "conoscenza".

Abbiamo dato vita al Centro Studi Gladio-Stay Behind, per dare vita ad un confronto su questo ed altri aspetti della storia italiana, profondamente convinti che senza una operazione di trasparenza,  gli ostacoli alla comprensione di quanto è accaduto nel passato saranno sempre più insormontabili. E ,senza comprensione del passato ,la  possibilità di costruire un decente futuro diventerà molto improbabile. 


Ci auguriamo che questa nostra battaglia per la verità, offra  utili strumenti di giudizio, per evitare che la manipolazione delle coscienze, vero dramma delle società moderne, determini  scelte conseguenti di cui  oggi non si avverte, a pieno,  il drammatico  pericolo.
Nel 1990 nasce il Caso Gladio  ... dopo 20 anni nasce il Centro Studi Gladio - Gladio: Storia e Controstoria

FONDAZIONE DELL' ASSOCIAZIONE ITALIANA VOLONTARI STAY BEHIND

DOPO LO SCIOGLIMENTO DELLA ORGANIZZAZIONE MILITARE SPECIALE GLADIO ,AVVENUTO, SU DISPOSIZIONE DEL MINISTRO DELLA DIFESA VIRGILIO ROGNONI ,IL 27 NOVEMBRE 1990, GLI EX GRADIATORI COMINCIARONO A RITROVARSI  PER DECIDERE LE PIU' OPPORTUNE FORME ORGANIZZATIVE PER INFORMARE L'OPINIONE PUBBLICA SULLA VERA  NATURA DELLA LORO ORGANIZZAZIONE:

DECISERO ALLA FINE DI COSTITUIRE UNA ASSOCIAZIONE CHE CHIAMARONO ASSOCIAZIONE ITALIANA VOLONTARI STAY BEHIND
 
IL CENTRO STUDI GLADIO-STAY BEHIND COSTITUITO A 20 ANNI DALLO SCIOGLIMENTO DELLA GLADIO , INTENDE , NELLO SPIRITO ORIGINARIO DELLE FINALITA' DELLA ASSOCIAZIONE, DARE IL SUO AUTONOMO CONTRIBUTO  PER LA CONOSCENZA DELLA STORIA E DEGLI OBIETTIVI DI QUELLA  ORGANIZZAZIONE ANTINVASIONE.

IN PARTICOLARE PARTECIPERA' AL CONFRONTO CON TUTTI COLORO CHE SONO INTERESSATI ALLA MATERIA, PER FAR EMERGERE ASPETTI NON ANCORA ESPLORATI , RELATIVAMENTE AGLI ANTEFATTI E ALLE MOTIVAZIONI CHE FURONO ALLA BASE DELLA   RIVELAZIONE DELL'ESISTENZA DELLA GLADIO E ALLA NASCITA DELLA CAMPAGNA DI CONTESTAZIONE CHE NE SEGUI':


LO SPIRITO CHE DETERMINO' GLI EX GLADIATORI, A FONDARE LA LORO ASSOCIAZIONE, E' ILLUSTRATO MOLTO CHIARAMENTE IN QUESTO VERBALE DELLA ASSEMBLEA TENUTASI IN UNA PALESTRA IN PROSSIMITA' DEL SACRARIO DI REDIPUGLIA IL 14/11/1993 , E L'INCONTRO CON LA STAMPA E LE TELEVISIONE,IN QUESTA OCCASIONE ,FU LA PRIMA RISPOSTA CORALE ALLA CAMPAGNA DI DELEGITTIMAZIONE IN CORSO DA ORMAI TRE ANNI.

....Contrariamente a quanto previsto dal programma di cui all'allegato, ragioni di ordine pubblico (tanti curiosi, la folla di giornalisti, il considerevole numero di televisioni pubbliche e private) inducono il Comitato a svolgere il solo Rito in suffragio dei defunti, nello stesso locale dell'Assemblea, cioè la Palestra adiacente al Sacrario di Redipuglia.
A causa della propaganda giornalistica data all'iniziativa nei giorni antecedenti la nostra adunanza, diversi autorevoli personaggi hanno creduto opportuno declinare l'invito di presenziare alla cerimonia di apertura.
Comprensibilmente, nessun discorso è stato pronunciato fatta eccezione del sermone di Padre Silverio (considerato dal Comitato promotore dell'assemblea, Cappellano dei Volontari); questi pensieri del nostro Uomo di fede, meritano essere riportati per memoria di tutti i volontari.
Ecco la sua esortazione: "Voi siete qui per iniziare il vostro cammino, che si concretizza negli intenti che formulerete dopo. La vostra Associazione ha un fine patriottico e morale, amore e fedeltà alla Patria. Ricordando la parabola dei talenti, del Vangelo di oggi: uno, 5 talenti li ha fatti fruttificare e ne ha guadagnato altri 5; un altro, due talenti li ha fatti fruttificare e ne ha guadagnati altri due; l'ultimo che aveva un solo talento, per paura, lo ha nascosto senza raccogliere frutti. Voi lo sapete, la paura uccide la spontaneità e la creatività. C'è anche chi non ha aderito al vostro movimento per paura: ecco, ricordiamo i talenti e sono tanti i talenti che voi avete, che abbiamo; ricordiamo un talento, per esempio, il tempo che ci ha dato il Signore per non sprecarlo e non usarlo male. Voi avete messo tanto tempo al servizio degli altri; il Signore, certamente, in questo momento vi benedice, vi ama intensamente. Poi, Dio ci ha dato l'intelligenza: l'intelligenza per noi e per gli altri; l'intelligenza che ci serve per sviluppare la nostra personalità e per sviluppare il bene degli altri, per gli altri a vantaggio degli altri. Ci ha dato un cuore per amare e non per odiare. Il Signore ci dice in questo momento, a me ed a voi anche se io anziano, che dobbiamo essere attivi; essere svegli nel campo umano, nel campo sociale, nel campo religioso, nel campo ecumenico. Se guardiamo al passato, voi non siete stati con le mani in mano. Certo nel nostro cuore c'è stato e ci sono sempre questi grandi ideali: Dio, Patria e Famiglia. Il vostro è stato un servizio di amore intenso: uomini e donne hanno generosamente accettato di mettersi a disposizione degli altri; voi a disposizione degli altri; a disposizione della Patria, qualora fosse stata minacciata, invasa, privata delle libertà democratiche. Vi siete immersi nella solitudine; mi piace il motto: "silendo libertatem servo"; teniamolo nel cuore questo motto: "servire la libertà nel silenzio". Avete servito la libertà nel silenzio; però, io dico, un silenzio carico di tensione, certo; consapevole dei rischi che avreste potuto correre; rischi che avrebbero travolto anche i vostri famigliari, i figli, le mogli. Voi siete i volontari del silenzio, come dice la preghiera: avete scelto un difficile compito; siete stati sentinelle pure e vigili giorno e notte, per spezzare, affrontare direi meglio, le insidie tenebrose del nemico. Io penso ai vostri cuori, l'unica motivazione vostra è stata: servire la Patria, operare per il bene degli altri; cioè avete agito con coscienza pura, con rettitudine, con amore, per la pace, per la difesa della Patria. Però, io penso a quanti hanno scritto su di voi; il diavolo mette anche la sua coda per inquinare, per cercare di inquinare la vostra purezza, la vostra trasparenza; il diavolo c'entra. Oggi viviamo in un'Italia sporca, l'Italia delle tangenti; ci sono stati scandali e ci sono scandali; ma, io voglio ricordare a me e a voi le parole di Gesù. Gesù dice così: Guai al mondo per gli scandali è ineffabile che avvengano; ma guai all'uomo per conto del quale avviene lo scandalo". Queste sono le parole che grida Gesù anche oggi. Certo, la zizzania è sparsa su tutte le contrade del mondo e noi siamo impauriti, la gente è impaurita della vastità del male che c'è; però ricordiamo le parole di Gesù. Gesù che rivolge a voi ed a me queste parole: "Non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede in Dio". Perciò andiamo avanti aggrappati ai valori, ai grandi valori che avete difeso e continuate a difendere; i valori che ci vengono da Dio. Tanti valori sono caduti; dobbiamo riprendere questi valori per vivere nella pace, nella concordia per formare una società più pura, migliore; abbiamo bisogno di questo. Io vivo nell'Eucarestia, con tutti voi i vostri famigliari; ricordiamo anche i defunti e andiamo avanti con fede, la fede che ci sostiene. Senza questi valori evangelici la nostra vita cade nella solitudine. Mi viene in mente Kafka, il cantore del nulla; però, lui dice e scrive: "...che noia, passiamo dal nulla di oggi al nulla di domani..."; tuttavia, in questo passaggio, incontro Gesù che risale dal nulla. Allora cerchiamo di volere questa nostra unione con Cristo, che ci salva dal nulla. Potremo citare tanti altri personaggi: scrittori, filosofi che ci parlano di non rimanere soli. Quando parlavo del silenzio, il vostro silenzio è carico di tensione, di amore; questo è stato un altro silenzio. Io parlo del silenzio, quando uno è solo con se stesso, senza di niente. Cerchiamo di riempire queste solitudini con Cristo".



FONDAZIONE DELL' ASSOCIAZIONE  ITALIANA VOLONTARI STAY BEHIND - Gladio: Storia e Controstoria

ESTRATTI PARTICOLARMENTE SIGNIFICATIVI

Brusin richiede ancora la parola "Ho elaborato una mozione... ho voluto chiarire attraverso gli scopi quale deve essere la sostanza dell'Associazione . Al Presidente dell'Assemblea, chiedo di leggere questo documento e di verbalizzarne il contenuto." Mannino allora legge la mozione:
 
"Gli aderenti alla struttura Stay Behind, riuniti a Redipuglia il 14 novembre 1993, deliberano di costituirsi in Associazione Italiana Stay Behind di carattere essenzialmente morale, informativo ed educativo per perseguire i seguenti scopi: riaffermare, difendere e diffondere le motivazioni ideali che nel culto delle tradizioni patrie e nella fedeltà ai principi di libertà, di giustizia, di democrazia ispirarono la volontaria adesione degli appartenenti alla disciolta organizzazione Stay Behind. Raccogliere e riunire gli appartenenti della disciolta organizzazione per consolidare i vincoli di fraterna amicizia e solidarietà, difenderne la reputazione e la onorabilità contro ogni forma di denigrazione, discriminazione e persecuzione, prestando loro ogni occorrente assistenza".

La lettura della mozione ha termine con un battimano. Il Coordinatore dell'assemblea avverte che questa mozione costituisce la prima modifica della bozza di Statuto, inviata a tutti i congressisti. Dopo questa deliberazione, l'assemblea accoglie favorevolmente la proposta di Gironda di informare, fra una mezzora, giornalisti e televisione, circa la decisione di costituire l'Associazione, con una conferenza stampa.
A Marino Valle, Mannino concede di parlare: "Di fatto l'Associazione esiste per cui bisogna stabilire in maniera chiara e inequivocabile su: come queste persone opereranno; quale la facoltà conferita al comitato direttivo. La costituzione dell'Associazione si concretizza con la deposizione dell'atto costitutivo presso un notaio. A questo punto dobbiamo passare ad una serie di lavori che sono: la riformazione dello Statuto, previo un esame critico di tutti gli articoli; la stesura di un regolamento applicativo dello Statuto."
Mannino informa l'Assemblea circa il risultato dell'appello è di 128 presenti o rappresentanti con delega. Dice che occorre l'obbligo di verificare questa risultanza al momento della spunta per l'operazione di voto. Avverte che questo è il dato che costituisce il nostro convegno, ne uno in più ne uno in meno. Gironda, che ha avuto la facoltà, così interviene: "Adesso, fatto l'atto costitutivo dell'Associazione, per il Consiglio Direttivo provvisorio bisogna provvedere per le relative formalità: allo stesso demandare, sulla base del cartello della approvata mozione Brusin, le modifiche allo statuto; incominciare a funzionare sul piano esecutivo con le indicazioni dello Statuto; provvedere alla stesura del Regolamento applicativo dello Statuto. Chiedo che al Consiglio Direttivo sia demandato l'atto formale di fondazione dando per stabilito che i presenti sono gli amici che l'hanno fondata."
L'Assemblea plaude per approvazione. Mannino, constatato il consenso dell'assemblea, sospende la seduta per quindici minuti, acciocché i congressisti possano consultarsi per la presentazione delle liste, gli scrutatori facciano il controllo dei presenti e ne distribuiscano le schede per l'elezione del Consiglio Direttivo provvisorio. Un cartello con i candidati per le cariche sociali viene esposto, per facilitare la scelta. Dopo gli opportuni controlli, gli aventi diritto al voto sono gli amici di cui l'elenco allegato 4. Alle ore 12.00 hanno inizio le operazioni di voto e alle 12.30 hanno termine. I votanti risultano gli amici di cui... 

NEWS SULLA GLADIO E DAL MONDO

 

CORRIERE DELLA SERA

 
Gladio: Storia e Controstoria

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