Per chi vuole ricordare una storia cominciata oltre 20 anni fa
Dopo la caduta del muro di Berlino...
Si accese un confronto serrato tra le forze politiche e nell'opinione pubblica italiana, dopo la rivelazione dell'esistenza di una struttura riservata preposta, per disposizione del Governo, a fronteggiare le conseguenze di una invasione militare straniera, dopo l'occupazione di parte o tutto il territorio italiano:
IL CASO GLADIO!
L'opinione pubblica si trovò per anni fortemente disorientata ,tra coloro che volevano sostenere che questa organizzazione fosse stata implicata nei gravi fatti eversivi della cosidetta strategia della tensione, e chi sosteneva che fosse una legittima e indispensabile struttura difensiva della Repubblica Italiana, assolutamente estranea a qualsiasi complicità con fenomeni di criminalità politica e al contrario testimonianza di un impegno al servizio della libertà e della democrazia.
Vennero aperte molteplici inchieste giudiziarie, terminate tutte con la completa vittoria dei gladiatori, ma una campagna di disinformazione ed intossicazione continuò per anni, malgrado la vittoria sul piano giudiziario ed ancora continua ai giorni nostri.
Emerge infatti, periodicamente anche oggi ,il tentativo di ripropone l'ipotesi di un qualche coinvolgimento di questa struttura, addestrata alla difesa dell'indipendenza nazionale, di fronte a ben credibili scenari di possibile invasione, in fatti eversivi legati alla cosidetta "strategia della tensione".
L'insistenza nel riproporre tesi, gia dichiarate inconsistenti nei processi, in un quadro generale di una rinnovata contestazione delle attività di contrasto, sviluppate dai paesi democratici occidentali, contro l'espansionismo delle dittature dei paesi del socialismo reale, non appare oggi in alcun modo giustificata dal solo confronto storiografico su anni e scenari dell'epoca della "Guerra Fredda". .
Malgrado i favorevoli esiti di ogni indagine giudiziaria , di ogni analisi sulla vastissima documentazione emersa relativamente alle attività di questa "Organizzazione Militare Speciale" conosciuta con il nome di "Gladio", in coerenza con quanto testimoniato e dimostrato da coloro che in questa struttura antinvasione avevano servito, le più disparate e contradittorie ipotesi di accusa vengono ancora opposte per cercare di utilizzarla quale simbolo negativo di una supposta volontà delle forze politiche filo -occidentali, di avere tramato contro le istituzioni e le regole della democrazia in Italia.
Questa ulteriore campagna di disinformazione ed intossicazione della opinione pubblica , nel disinteresse di chi, per ruolo e responsabilità, dovrebbe controllare che la diffamazione sul ruolo storico e sui comportamenti di una legittima organizzazione dello stato, non prevarichi il diritto , che in democrazia garantisce che su tutto si possa discutere e dissentire, ma che punisce chi altera l'oggettiva e verificata verità dei fatti,
sta di fatto dilagando senza contrasto , con una diffusione crescente in Italia ed in Europa.
Sembra quasi che, di fronte ad una ormai manifesta incapacità dello Stato ad assicurare alla Giustizia i responsabili della stragi, che hanno condizionato la vita istituzionale e sociale del nostro paese, ci sia una sorta di tacito patto che consenta di deviare le tensioni che da questa impotenza naturalmente derivano, orientando verso organizzazioni "simbolo", ormai svuotate dei loro reali contenuti, le frustrazioni e delusioni , le rabbie personali e collettive .
Quasi " mantra " recitati come giaculatorie salvifiche ,a riempire il vuoto delle mancate risposte ad una verità giustamente pretesa e non trovata , che ferisce identità già sconfitte da una storia che ha sancito la caduta delle ideologie, in cui nei due secoli precedenti erano stati imprigionati etica e principi primi.
"Mantra" in cui una spregiudicata e sofisticata regia , mescola cose vere e cose false , in un grumo che sembra inscindibile, offerto come una polpetta avvelenata ad intossicare chi sta cercando anche un solo briciolo di verità .
Filastrocche ,in cui la parola "Gladio" può essere associata impunemente a qualsiasi altra negativa come "stragi" "mafia" "terrorismo" "attentato" " assassinio" senza alcuna dimostrazione , prova, scenario credibile, in una paranoica sequenza di suoni, da assorbire come una droga , proposta da chi non vuole che la verità emerga dalla nebbia in cui depistaggi , anni sprecati, ed errori l'hanno occultata.
Il tutto offerto da rilanciare e diffondere a chi non è più capace di scegliere l'indipendenza di giudizio ,il ragionevole dubbio , la verifica delle fonti e delle prove, ma chiede solo di stordirsi e non pensare , consolato dal fatto che altri come lui credono alle stesse conclusioni, a cui lui affida parti significative della sua identità , che illudendosi di essere partecipi di una storia positiva, finiscono per omologare ,come lui ,un falso luogo comune che sostituisce la conquista, ben più difficile della vera responsabile "conoscenza".
Abbiamo dato vita al Centro Studi Gladio-Stay Behind, per dare vita ad un confronto su questo ed altri aspetti della storia italiana, profondamente convinti che senza una operazione di trasparenza, gli ostacoli alla comprensione di quanto è accaduto nel passato saranno sempre più insormontabili. E ,senza comprensione del passato ,la possibilità di costruire un decente futuro diventerà molto improbabile.
Ci auguriamo che questa nostra battaglia per la verità, offra utili strumenti di giudizio, per evitare che la manipolazione delle coscienze, vero dramma delle società moderne, determini scelte conseguenti di cui oggi non si avverte, a pieno, il drammatico pericolo.






